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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - XIX CONGRESSO CGIL - A RIMINI LE DUE REALTA' DEL PATRONATO INCA - IN ITALIA E ALL'ESTERO - A SOSTEGNO DELLA MOBILITA' INTERNAZIONALE DEI CITTADINI ITALIANI NEL MONDO

(2023-03-17)

  Al  XIX Congresso della CGIl, in cui il tema del lavoro viene declinato nelle sue diverse chiavi di lettura, formule, tematiche e principi costituzionali a cui far riferimento, sono presenti numerose delegazioni estere provenienti da ben 70 Paesi, oltre alle rappresentanze delle organizzazioni internazionali in cui si riconoscono.  E dall'estero sono arrivati anche i coordinatori  delle 26 delegazioni delle sedi INCA nei Paesi di emigrazione delle comunità italiane;  assieme all'Associazione transnazionale ITACA, con sede a Bruxelles, importante foro di collegamento con la nuova emigrazione,  l'emigrazione circolare', realtà dei nostri tempi; ed ai coordinatori dei Paesi di origine dei nuovi cittadini italiani.
Una pluralità' di culture, esperienze e relazioni che può' rappresentare, in nuce, quella nuova 'internazionale del lavoro' a cui ha fatto costantemente riferimento, dal palco del Palasport di Rimini, il Segretario Generale della CGIL, Maurizio Landini.

Al centro dell'attenzione delle delegazioni INCA all'estero, che hanno preso parte in questi giorni  ad un seminario organizzato dall'INCA Nazionale per un confronto corale su argomenti e tematiche, problemi e futuri sviluppi del Patronato sono stati all'insegna della mobilità del lavoro e della tutela dei diritti degli italiani nel mondo.

Ma, quali sono oggi gli interrogativi ai quali è chiamato a rispondere il Patronato INCA sul piano sociale nell'ambito della mobilità del lavoro e delle persone ?  Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Peri, Coordinatore delle Sedi Estero del Patronato.

GLI INTERROGATIVI A CUI E' CHIAMATO A RISPONDERE  SUL PIANO SOCIALE IL PATRONATO NELL'AMBITO DELLA ODIERNA MOBILITA'.  COORDINATORE SEDI ESTERO DEL PATRONATO INCA GIUSEPPE PERI

PERI:  "Come Patronato siamo chiamati a rispondere in maniera adeguata ai tempi ed alle situazioni, ovvero  alle esigenze di tutela e mobilità delle persone. In passato abbiamo conosciuto una mobilità ed una tutela di tipo diverso. Una mobilità di massa rivolta ai Paesi d'oltreoceano, dall'America Latina  agli Stati Uniti, al Canada, oggi, invece,  la situazione è diversa. I giovani lavoratori  preferiscono recarsi  soprattutto nei Paesi dell'Europa. Paesi come la Spagna, verso cui  si sta assistendo ad un incremento massiccio sia da parte dei giovani che degli altri lavoratori.  Una nazione che, però,  sta conoscendo anche un'emigrazione di ritorno da parte di pensionati provenienti dall'America Latina.
Quindi, la Spagna sarà uno dei Paesi su cui puntare dal punto di vista della tutela dell'INCA. Naturalmente, non mancano altre mete privilegiate in Europa, come la Germania ed il Regno Unito, verso le quali è rivolta la nostra  particolare attenzione. Seguiamo, comunque, anche  il  flusso dei lavoratori e dei pensionati e di tutti coloro che hanno bisogno di assistenza e tutela anche in altri Paesi"

Da alcuni anni, accanto al Patronato INCA è attiva un'associazione transnazionale  "Itaca", il cui nome evoca la casa d'origine, riflettendo le finalità dell'organizzazione, un centro italiano a disposizione delle diverse necessità delle comunità italiane all'estero.

PERI: "Itaca è uno strumento importante, una bella Associazione, con sede legale in Belgio, nata negli anni scorsi come Associazione di carattere culturale  per aggregare le esigenze delle  comunità' italiane . In questi anni, ha avuto modo di conoscere a fondo le necessità degli italiani all'estero su altri aspetti e su questo versante si sta pensando ad un progetto, per il quale siamo alla fase di studio,  di un possibile rafforzamento dell'associazione, alla cui Presidenza è stata eletta alcuni mesi fa Valeria Ferrazzo, che sta lavorando perché l'Associazione diventi  soggetto di importante (utile) riferimento  per i nostri connazionali che decidono di emigrare all'estero."

Suppongo che si rivolga in particolare ai giovani ?

PERI. "In particolare ai giovani perché i giovani rappresentano una fetta importante dell'emigrazione italiana, che non è composta solo dai cosiddetti 'cervelli in fuga". Sono molti, infatti, i giovani che vanno via dall'Italia per lavoro od anche per lavoro e studio. Quindi, la platea è molto ampia ed ITACA deve rispondere a varie esigenze. Per questo stiamo lavorando, per fare in modo che ITACA diventi uno strumento, soprattutto, fruibile da parte di lavoratori, pensionati e studenti che intendano recarsi all'estero".

LA FORZA DELLE ALLEANZE IN ITALIA E SOPRATTUTTO ALL'ESTERO

Perché il Patronato INCA possa svolgere il suo sempre più ampio  lavoro all'estero, anche in situazioni politiche complesse, risulta essenziale la collaborazione con il braccio internazionale della CGIL.
"La contaminazione, la collaborazione, la condivisione di percorsi e strategie è per la nostra organizzazione un punto fondamentale, direi vitale" ha fatto presente Salvatore Marra, responsabile del Dipartimento per le politiche europee ed internazionali della CGIL al Seminario "Inca nel Mondo"  "Siamo migliori quando ci conosciamo meglio. Siamo più' efficaci quando condividiamo percorsi, strategie, ideali. Gli ideali da soli non bastano. Quindi, questo è un momento di concreta condivisione per noi. E questo fa parte della strategia che abbiamo deciso insieme all'assemblea di organizzazione, dove abbiamo approvato nell'ordine del giorno che riguarda le politiche internazionali uno specifico punto che riflette l'operato di INCA, in particolare all'estero, ma anche in Italia"
"Naturalmente - ha precisato Marra -parliamo di quello che INCA fa concretamente per le persone migranti, perché' se non divenisse azione rimarrebbe solo un punto sulla carta.  E, dunque, azione significa condivisione di strategia, in particolare, che si attiva con le nostre e le vostre alleanze." 

Alleanze, questa è l'altra parola chiave che vorrei menzionare all'inizio. Viviamo in un mondo così complesso, in cui non avere alleanze larghe, con la società civile, con le organizzazione sindacali che stanno sul territorio, con le comunità' significa essere perdenti. Un chiaro esempio di ciò è nel percorso di alleanze che la CGIL ha stretto sulla pace, che stiamo mettendo in campo nell'area delle politiche europee ed internazionali.

La prima riflessione che condivido con voi e con chi vive ed opera in Paesi dai contesti 'complicati 'essere sindacaliste e sindacalisti oggi in molti paesi, che conoscevano democrazia, rispetto dei diritti umani e libertà' fondamentali, non è più' la stessa cosa. Assistiamo ad un lento ed inesorabile deterioramento della democrazia e del rispetto dei diritti umani e delle libertà' fondamentali.  Questo significa per noi fare fronte ad una nuova sfida:  dover diventare ancora una volta 'baluardo di resistenza'.  Torna tragicamente di moda, per qualche aspetto, la parola "resistenza". Resistenza ai regimi totalitari, ai dittatori, a chiunque voglia utilizzare l'autarchismo, il totalitarismo,  come sistema di repressione delle voci collettive" l'avvertimento del responsabile del Dipartimento internazionale della CGIL, anticipando al Seminario INCA la presentazione del Manifesto internazionale dei Sindacati Antifascisti, a cui hanno aderito oltre 50 organizzazioni di 46 Paesi. (https://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=74391)

Infine, due appelli :
- il primo: in un momento in cui siamo così impegnati in un presente drammatico -fatto di persone che perdono il lavoro, che non riescono ad avere la necessaria protezione sociale.... - abbiamo difficoltà a guardare al futuro, ma non dobbiamo dimenticare che "noi siamo ragione di ottimismo per coloro che vogliamo rappresentare" e  "non dobbiamo rassegnarci a non costruire il futuro, a progettarlo. E' il ruolo che la Costituzione antifascista ha dato alla nostra organizzazione ed al patronato che ci accompagna. Ed allora, uniamoci per non rassegnarci a non costruire questo futuro del lavoro. Si può' fare solo con una nuova visione internazionale del lavoro"

-Il secondo: "riunirci ad una strategia veramente confederale. Non cediamo a tentazioni isolazioniste, anche all'interno  della nostra organizzazione. Chi vuole smantellare i sistemi democratici ha la rappresentanza collettiva come primo obiettivo perché sa bene che distruggendo e smantellandola  troverà un popolo più incline ad accettare alcuni abusi delle democrazie. Noi, però, siamo anticorpo. ! " e "Voi siete alleati ed alleate della democrazia perché aiutate chi non riesce ad accedere ai diritti e servizi della democrazia. Il vostro compito non è meno importante del mio che siedo negli organismi della Confederazione europea dei sindacati (CES), e della Confederazione sindacale internazionale (CSI). Anzi, io trovo nel vostro lavoro la mia ragione di rappresentare questa organizzazione. "


ANZIANI E NUOVE GENERAZIONI DI ITALIANI

"Circa 6 milioni di italiani all'estero (ca. il 10% della popolazione residente),  1.148.612 dei quali (dati INPS) ha più di 65 anni e le loro pensioni pagate all’estero rappresentano  il 2,4% del totale delle pensioni erogate dall’INPS, sia in regime internazionale che sulla base di sola contribuzione nazionale,  circa 714.000 (dati INPS 02/03/2023). Dal 2006 al 2021 (326.000 pensioni) gli anziani in mobilità sono aumentati del 91,5%"  Ad illustrare, al Seminario INCA, a Rimini, il quadro della presenza italiana all'estero sul fronte previdenziale è stata Silvana Cappuccio, responsabile Internazionale del Sindacato dei Pensionati della CGIL, evidenziando la necessità di rafforzare la  sindacalizzazione dei pensionati all’estero, per rappresentare i bisogni reali e gli interessi specifici di questa fascia di popolazione rilevantissima.

"Se  si  pensa poi  1) alla velocità dei processi di invecchiamento su base globale - seppure con diverse modalità e caratteristiche ; 2) agli effetti della pandemia, anche sul sistema di welfare; 3) alla tenuta del sistema sociosanitario e alla non autosufficienza, l'esigenza di una forte sindacalizzazione assume un valore primario in quanto strettamente connessa alla funzione di rappresentanza e inclusione.
Di qui la necessità di un "forte coordinamento con l’INCA, che mediante gli strumenti di tutela e assistenza offre competenza e professionalità, ed  è un riferimento costante e sicuro, laddove questo riferimento significa accoglienza, ascolto e interlocuzione, e risposta alla domanda di aiuto. Per questo riteniamo importante rilanciare e rafforzare la  rappresentanza dei pensionati italiani all’estero attraverso gli uffici dell’INCA."

Ma l'impegno dello SPI è orientato anche alla nuova emigrazione dei giovani connazionali. "Per loro e per i nostri pensionati sosteniamo una serie di richieste al Governo italiano, prima fra tutte quella di facilitare le modalità di voto e partecipazione alla vita democratica italiana" spiega Silvana Cappuccio, che aggiunge altri temi su cui il Dipartimento Internazionale dello SPI riversa la propria azione quotidiana, a partire dagli ambiti generali che vanno innanzi tutto dal recupero del valore reale delle pensioni al fisco al welfare. E che si estendono alle richieste di semplificare le procedure burocratiche connesse all’INPS; rivedere la tassazione IMU sulle prime case possedute in Italia;  aumentare gli investimenti su lingua, cultura e formazione italiana nel mondo.....temi molto cari ai nostri anziani." 

Accanto a questi,  i temi sui quali lo SPI opera in Italia e potrebbero rappresentare elemento di concreta collaborazione in quanto essenziali per una migliore qualità' della vita, afferma Silvana Cappuccio, rilevando come  "spesso l’uscita dal mondo del lavoro comporti un oggettivo cambiamento nelle relazioni e nella socialità" per cui risulta essenziale  "l'esercizio di un ruolo attivo attraverso specifiche iniziative mirate che eviterebbero "la riapertura della ferita prodotta spesso nell'età matura dal senso di perdita e abbandono delle origini" Ed è "nel potenziamento del  rapporto tra generazioni che esiste per l'odierno SPI un forte potenziale di costruzione culturale, fatto di passaggio di memoria ai giovani". Per cui sintetizza Silvana Cappuccio " Consapevolezza e memoria vanno custodite e coltivate con cura affinché non siano disperse".  Piena, dunque, la disponibilità' dello SPI "ad operare per rafforzare gli elementi di identità' che ne facciano un punto di concreto  riferimento per le pensionate ed i pensionati e gli anziani all'estero".

L'ODIERNO RUOLO DELL'ANPI: CUSTODIA MEMORIA; DIFESA E ATTUAZIONE COSTITUZIONE IN ITALIA, EUROPA E NEL MONDO

Nell'ultimo congresso di organizzazione che ha cercato di riordinare la presenza all'estero dell'ANPI, eleggendo un coordinamento europeo la cui responsabile è Mary Franceschini, una delle vice Presidenti dell'ANPI, ed indirettamente dalla responsabile per l'Unione Europea, Susanna Florio.
L'ANPI aveva una presenza importante non solo in Europa, anche in America Latina in Argentina, Cile e Brasile, ha ricordato il Presidente dell'ANPI, Gianfranco Pagliarulo, che ha  auspicato nel corso dell'intervento al Seminario del Patronato INCA nel Mondo, la 'ricostruzione" del rapporto con i numerosi connazionali, italiani e figli di italiani presenti in Sud America, in particolare in Argentina.  Un rapporto che potrebbe essere  favorito proprio dalla modifica dello statuto della 'nuova' ANPI nel 2006 "aperto a tutti coloro che accettano l'attuale Statuto. Uno statuto che ha arricchito la ragion d'essere dell'ANPI con due elementi: la custodia della memoria di ciò' che avvenne degli uomini e delle donne della resistenza italiana. Ma - ha sottolineato Pagliaruolo - siamo anche coloro che tengono vivo quel fuoco, mettendo in pratica quel pacchetto di valori incarnato nella Costituzione italiana.
Infatti, ha proseguito Pagliaruolo, la seconda nostra mission  è l'impegno perché la Costituzione venga difesa ed applicata. Decisamente attuale questa nostra missione per la situazione che si vive oggi nel mondo ed, in particolare, nell'Unione Europea. Credo che sia presente a tutti - ha concluso il Presidente dell'ANPI -  l'ondata di questa strana mescolanza di nazionalismo, sovranismo, oscurantismo ed in qualche caso propriamente di fascismo nella vecchia Europa."

IL RUOLO DELL'ASSOCIAZIONE ITACA NELL'EPOCA DELLA  MOBILITA' TRANSNAZIONALE

"Un fenomeno migratorio italiano, quello odierno, che presenta caratteristiche differenti dal passato, allorché il Patronato favori' la nascita di sedi INCA all'estero nei grandi Paesi di emigrazione: America, Australia ed Europa - ha ricordato  la Presidente dell'Associazione ITACA, Valeria Ferrazzo - definendo  "bilaterale" il rapporto nell'assistenza all'emigrazione italiana di ieri. "Le richieste risultavano ben definite e specifiche".

Negli anni '90 l'Italia diventa Paese di immigrazione e " l'INCA, seguendo i flussi migratori, apre  sedi in Africa e nell'Europa dell'Est per assistere le persone che avevano lavorato in Italia e rientravano nei loro Paesi d'origine.

Dal 2008 in poi si comincia a parlare di nuovo di emigrazione italiana all'estero, ma si tratta di un nuovo tipo di emigrazione, fatto di studenti, pensionati alla ricerca di condizioni fiscali più  convenienti, e cittadini stranieri che, pur avendo acquisito la cittadinanza italiana, decidono di emigrare altrove per cercare condizioni di vita migliori". Un'emigrazione "circolare", che trova concettualmente riferimento nella  definizione di "mobilita'".  "Conseguentemente la domanda di assistenza cambia, come sono cambiate le richieste ed i servizi ormai da diversi anni.

Itaca nasce, quindi, per rispondere alle nuove esigenze ed ai nuovi servizi." Studi e ricerche sui nuovi flussi migratori e le nuove attività, hanno permesso di focalizzare, soprattutto, l'attenzione sui nuovi processi comunicativi nell'ambito di eventi sociali per aggregare le varie comunità' in determinati Paesi, come la Svizzera, il Belgio ed il Regno Unito."
" Da diversi mesi abbiamo, poi, avviato un processo di riorganizzazione alla luce di questi nuovi flussi migratori e di  nuove attività  in costante aumento. Come INCA e come CGIL - ha concluso la Presidente Ferrazzo - riteniamo fondamentale ed utile strutturarci in modo da poter rispondere sempre più alle attuali esigenze e dare una tutela a 360 gradi ai nostri assistiti".

LE CONCLUSIONI DEL PRES.DELL'INCA  MICHELE PAGLIARO

"La mobilità riguarda milioni di cittadini italiani nel mondo ed accanto ad essa convive un'emigrazione che non è mai cessata. Vanno via dall'Italia intorno alle centomila persone all'anno Anche durante la pandemia, e nonostante il  lockdown,  oltre 110.000 italiani hanno lasciato l'Italia. Rispetto a questo nuovo scenario, rispetto ad un'emigrazione che non va più solo dal Sud del mondo verso il Nord del mondo, ma è anche diventata un'emigrazione circolare. Vedi il ritorno degli italo argentini o degli italo-brasiliani in Spagna -  di fronte a questi  cambiamenti, che hanno un unico comune denominatore, ovvero il fatto che la società  è divenuta sempre più' multietnica, come Patronato stiamo cercando di svolgere al meglio il nostro ruolo." ha dichiarato ad ItalianNetwork/Italialavorotv il Presidente del Patronato INCA CGIL, Michele Pagliaro al termine di una giornata di  ampia riflessione sugli scenari futuri della tutela individuale

Quindi accanto al lavoro tradizionale dell'Istituto di patronato, così come l'abbiamo svolto sinora, vogliamo occuparci di comunicazione, di mobilita', di welfare, di welfare locale, cercando di provare a rivolgere l'attenzione ai giovani ed ai fenomeni di mobilita' circolare.  E quindi, nell'occasione del XIX Congresso della CGIL, che vede, com'è tradizione, la presenza di tutti i nostri coordinatori delle INCA nel Mondo, abbiamo provato ad affrontare un ragionamento che è stato anche un importante passaggio politico.

Abbiamo avuto la presenza di Gianfranco Pagliarulo, Presidente dell'ANP, perché ii valori incatenati dall'Associazione ritornano attuali, in Italia ed anche nel mondo. Il valore dell'antifascismo, i valori della difesa della Costituzione, il valore di combattere i neofascisti ed anche le xenofobie, che purtroppo prendono sempre più' piede anche nel resto del mondo, è una bandiera che abbiamo il dovere di tenere alta.

Abbiamo sviluppato un ragionamento anche alla presenza di  Salvatore Marra, del Dipartimento Internazionale della CGIL, agendo  nel mondo anche attraverso una forte sinergia con la nostra organizzazione promotrice le cui relazioni  con i sindacati locali dei Paesi esteri sono importanti per una più ampia sinergia con il sindacato locale.  Abbiamo, infine, ragionato anche con lo SPI perché la presenza dei pensionati nel mondo è quella predominante ed il legame che
inevitabilmente c'è fra la categoria, l'azione politica svolta in Italia è imprescindibile.

Questi alcuni dei temi di una  tre giorni di lavoro per lo sviluppo di una "maggiore sinergia fra INCA Italia ed INCA Mondo con gli aggiornamenti che sono figli dei tempi che stiamo vivendo" "Tempi - dirà poi nel suo intervento al Congresso - in cui manca l'Europa sociale, dei cittadini, dell'accoglienza, per la pace, per lo sviluppo ed il progresso, in cui aumentano le diseguaglianze e le povertà'. E pertanto dobbiamo agire più' velocemente, in modo capillare e soprattutto inclusivo"  ha concluso il Presidente del Patronato INCA, Michele Pagliaro. (17/03/2023-Maria Ferrante- ITL/ITNET)

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