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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - PENSIONI - PATRONATO INCA CGIL: COMUNICAZIONI ENTI HA VALORE CERTIFICATIVO. ACCOLTE RAGIONI RICORSO INCA ESTRATTO CONTO PENSIONE SBAGLIATO

(2023-01-05)

"L’Inps liquida una pensione sulla base di un estratto conto certificativo sbagliato, il Tribunale di Monza condanna l’Istituto previdenziale pubblico alla ricostituzione del trattamento pensionistico, perché ha fornito al lavoratore una informazione incompleta sulla posizione assicurativa inducendolo in errore al momento della domanda." Ad entrare nel merito della questione il patronato INCA CGIL in una nota in cui descrive le ragioni dell'ultima recente sentenza in materia:

"Accogliendo le ragioni di un ricorso patrocinato dall’avvocato Roberta Palotti, consulente legale di Inca Cgil, la sentenza (l’ennesima), emessa il 28 settembre 2022, sottolinea ancora una volta come “la comunicazione da parte degli enti ha valore certificativo della situazione in essa descritta”. (https://www.inca.it/notizie/1171-pensioni-niente-finestre-mobili-per-i-lavoratori-gravosi.html#:~:text=della%20prestazione%20lavorativa%E2%80%9D.-,Leggi%20la%20sentenza%C2%A0,-SERVIZI) .  E a nulla valgono gli argomenti proposti dall’Inps per resistere a questo orientamento giurisprudenziale già ampiamente consolidato in numerosissime sentenze.

Il caso specifico esaminato riguarda un lavoratore che lamenta di essere stato liquidato con “un trattamento pensionistico di minor favore”, come conseguenza di un estratto conto certificativo, rilasciatogli dall’Inps stesso, incompleto, non comprensivo dei contributi versati alla gestione separata.

Richiamando l’articolo 54 della legge 88/1989 sull’obbligo degli Enti previdenziali di fornire, a richiesta, dati precisi sulla posizione contributiva di ciascun assicurato, il Tribunale di Monza ha ribadito come tale comunicazione abbia “valenza certificativa” allo scopo di fornire al richiedente informazioni precise circa l’ammontare dei contributi versati nel corso della vita lavorativa; informazioni che influiscono sul calcolo della pensione.

Un principio già affermato dalla Cassazione (sentenza n. 21454/2013) in modo chiaro e inequivocabile: “I documenti rilasciati dall’Istituto, provenendo da un ente pubblico, devono sempre reputarsi idonei a ingenerare, in chi li riceve, un legittimo affidamento circa l’esattezza e la correttezza dei dati forniti a richiesta degli interessati”.

Su tale presupposto la Suprema Corte riconosce il diritto al risarcimento del danno al lavoratore che abbia riposto affidamento su documenti -anche di carattere informativo- rilasciati dall’Inps, quali l’estratto conto contributivo, erroneamente indicanti il possesso dei requisiti necessari al pensionamento. (05/01/2023-ITL/ITNET)

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